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Progetto Hermes

25/12/2008

Natale

Buon Natale.

Stavolta non vi rompo le palle con il mio pessimismo cosmico. Neanche con il mio ottimismo subatomico. Vorrei parlare di altre cose. Della crisi e di certi coglioni che vi invitano ad acquistare. Beh non dategli retta, tenetevi i soldi. Se anche l'Italia fallisse l'euro è garantito dalla comunità europea e avrebbe comunque valore.

Vorrei parlare della festa del Natale (che per certe attività mi vede tra gli artefici di tale mostruosità concettuale). L'intero mondo si è messo d'accordo a spendere un sacco di soldi per venerare un Dio al quale credono veramente si e no il 40% dei "credenti". Le mie posizioni riguardo la religione sono chiare (specie per chi volesse leggere qualche post indietro) e in questa sede non voglio fare opera di ateismo. Mi piacerebbe fare opera di diffusione del pensiero. La religione se vista in una certa chiave può essere una cosa positiva, la religione esiste da sempre e non sarò io ad eradicarla. Noto però che la diffusione capillare mediatica della religione cattolica nelle nostre vite (molto più che 50 anni fa) ha prodotto una sostanziale diffusione dell'ateismo. Dell'assenza di morale. Di quella cosa di cui i sacerdoti accusano ipocritamente il mondo non religioso. Dovevano saperlo da Newton. Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.

Pur trovandomi d'accordo su taluni principi quali l'amore universale e il rispetto delle persone (sia umane che animali) ho un certo fastidio per la religione cattolica come lo ho del resto di tutte le regole illogiche alle quali bisogna sottostare "perchè così ci si comporta". Oppure a delle vessazioni che la gente sopporta perché perpetrate da coloro che si autoproclamano gli emissari di Dio.

Beh io non sono "Dio" ma se lo fossi non parlerei mai per bocca di qualcuno così pieno di se.
Tutto qui.

Dio forse esiste, forse no. Saperlo per molte persone è importante, per altre no.
Questa è la libertà. E non voglio rinunciarci.

La libertà di pensiero è l'ultima libertà che mi rimane e vorrei tenermela stretta.
30/11/2008

Facciamo la Band

Nelle ultime tre settimane ho sentito tanto rock.
Rock duro, quello che buca le casse.

Ed ho avuto il mio "natale" e la mia "epifania". Mi sono ricordato cosa volesse dire suonare in un gruppo.

E diamine, vuol dire veramente tutto. Il rock è tutto.

Quanto ci costa la Chiesa cattolica

di Ezio Pelino

"La Chiesa sta diventando per molti l'ostacolo principale alla fede. Non riescono più a vedere in essa altro che l'ambizione umana del potere, il piccolo teatro di uomini che, con la loro pretesa di amministrare il cristianesimo ufficiale, sembrano per lo più ostacolare il vero spirito del cristianesimo". Parole che sembrano pronunciate da un anticlericale, che sono, invece, dell'attuale capo della Chiesa, allora cardinale progressista.
La sua profezia si è avverata. Lo spirito del Concilio si è dileguato e con esso quel fermento di rinnovamento e di speranza in una Chiesa evangelica. E' del tutto inimmaginabile, oggi, che un papa - Paolo VI - abbia potuto accarezzare l'idea di ritirarsi sul Morrone, sulle orme di Celestino V, per vivere l'esperienza della povertà nel "grande silenzio mistico della montagna nuda".
Al di là di un trionfalismo di facciata, la Chiesa è passata attraverso una trama di scandali e misteri che hanno offeso il "vero spirito del cristianesimo" per approdare alla sua attuale età dell'oro. Dagli scandali del banco Ambrosiano e dello Ior di Marcinkus alla scia di morti eccellenti: i bancarottieri Roberto Calvi e Michele Sindona, il giudice istruttore Emilio Alessandrini, l'avvocato Giorgio Ambrosoli. Da Licio Gelli che investiva i soldi dei corleonesi nella banca del Vaticano, alla banda della Magliana, il cui capo, pluriomicida, autore, sembra, del rapimento della giovane Emanuela Orlando, è sepolto, accanto a vescovi e papi, nella cripta della chiesa vaticana di Sant' Apollinare.
La stessa morte del papa Giovanni Paolo I, a pochi giorni dall'elezione, è rimasta circondata dal sospetto soprattutto per la scomparsa del suo taccuino di appunti sullo Ior, il cui operato non condivideva. Su tutto questo intrico il Vaticano si è chiuso come una roccaforte, rifiutando ogni collaborazione con la giustizia italiana, appellandosi all'extraterritorialità.
Se l'emorragia delle vocazioni non si arresta, cresce il patrimonio della Chiesa. Sostiene Curzio Maltese, ne "La questua", che " il costo della Chiesa cattolica per i contribuenti italiani è superiore al costo della politica. Gli italiani spendono per mantenere la Chiesa più di quanto spendono per mantenere l'odiato ceto politico. Ma non lo sanno". Se questo è stato quantificato, ne "La casta", in quattro miliardi di euro l'anno, sommando gli stipendi di centocinquantamila eletti dal popolo con i compensi di circa trecentomila consulenti, le pensioni, i rimborsi elettorali, i finanziamenti ai giornali di partito, le auto blu e i vari benefit che gratificano i politici più "ricchi" del mondo, si può quantificare con un calcolo prudenziale che la Chiesa costa circa quattro miliardi e mezzo, fra finanziamenti diretti dello Stato e degli enti locali e il mancato gettito fiscale. Piergiorgio Odifreddi arriva a calcolare una cifra doppia, 9 miliardi annui. L'otto per mille assicura un miliardo di euro, altri 950 milioni vanno ai 22.000 insegnanti di religione (tutti di ruolo tramite uno pseudo concorso), oltre 500 milioni sono i finanziamenti, di dubbia costituzionalità, per la scuola privata, circa un miliardo per gli ospedali cattolici, 670 milioni per gli istituti di ricerca e le case di cura. Bisogna, inoltre, aggiungere i vantaggi fiscali, peraltro al centro di un'inchiesta dell'Unione europea: fra i 400 e i 700 milioni di euro di mancati incassi dell'Ici per un patrimonio immobiliare che è un quinto di tutto il patrimonio nazionale, 500 milioni dallo sconto del 50% su Ires, Irap e altre imposte, 600 milioni dall'elusione fiscale legalizzata del turismo cattolico che gestisce un flusso di quaranta milioni di visitatori l'anno. Senza contare gli eventi, quali il Giubileo, costato 3.500 miliardi di lire o il raduno di Loreto, 2,5 milioni di euro. E' del 4 agosto u.s. un'inchiesta de "La Stampa" sull' assurdo meccanismo della legge sull'8x1000: il 40% dei contribuenti dichiara la destinazione dell'otto per mille, dei quali il 35% lo destina alla Chiesa cattolica.
Questa minoranza decide per il 60% che non si esprime. Pertanto, il 90% del capitale disponibile viene assegnato alla Chiesa cattolica. Questo è l'unico concorrente che fa spot. Capolavori di seduzione realizzati dalla multinazionale Saatchi & Saatchi.
Costo 9 milioni di euro, il triplo di quanto la Chiesa ha destinato alle vittime dello tsunami. Lo Stato non fa spot. Nel 1996 Livia Turco, allora ministro della sanità, propose di destinare la quota statale dell'otto per mille a progetti per l'infanzia povera. Il cassiere pontificio, monsignor Attilio Nicora, rispose che "lo Stato non doveva fare concorrenza scorretta alla Chiesa". Berlusconi ha provveduto a lanciare uno "spot" suicida, con il fondo statale ha finanziato la guerra in Iraq. Da allora l'assegnazione allo Stato è crollata dal 23% del 1990 all'8,3 del 2006, a ulteriore vantaggio della Chiesa. Scrive Raphael Zanotti su La Stampa:" La televisione ci ha abituato a pensare all'8x1000 come a una magnifica occasione per aiutare i derelitti della Terra. Nelle pubblicità compaiono bambini di Paesi poveri, fame e miseria. Far tornare un sorriso su quei volti emaciati è facile: basta una firma sulla dichiarazione dei redditi e si destina una quota dell'Irpef a quelle popolazioni in difficoltà. Una bella favola. Peccato che resti, appunto una favola. La Chiesa cattolica destina solo il 20% di quello che riceve dall'8x1000 per fare la carità (fonte Cei)".

12 agosto 2008
23/11/2008

Niente da dire

Scusate non ho niente da dire.

Immaginate se su ogni canale TV nessuno dicesse niente. "Signori e signori mi dispiace non ho nulla da dire".

Per un po scoppierebbe il panico. Poi...forse...la gente ricomincerebbe a pensare. E una volta che inizi a pensare poi non ti si può fermare.
20/11/2008

Il giorno che verrà

I recenti avvenimenti mi hanno fatto rendere conto di due cose:

1) Comincio ad avere una certa età
2) Sono un fottuto cinico.

La prima considerazione mi ha spinto a sbrigarmi a concludere quanto prima l'università. La seconda a lasciar perdere l'inutile tentativo di commuovermi rivangando cose più antiche dei trilobiti. E' sopratutto quest'ultima cosa mi sorprende poichè a lungo ho creduto che dietro al cinismo si celasse una persona che ero un tempo. Invece no. Mi è rimasta l'abilità di comporre poesie e musica di un tempo. Ma è solo abilità, non è vera e propria arte.

E sia, il passato è morto e sepolto da un bel pezzo. Concentriamoci sul giorno che verrà
 

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